Mi mancano un sacco di cose.
Mi mancano le cassette dei Rats, dei Timoria e quelle del Liga.
Mi mancano le notti in piazza e quelle al castello.
Mi mancano le conquiste, le vittorie e le perdite.
Mi manca scrivere, leggere e la carta.
Mi manca la bicicletta ed il walkman che funzionava a cazzotti.
Mi manca Skizzetta, virus_one e QNX.
E tutti questi vuoti, non si colmano. I giorni passano solo per farti rendere conto che sei sempre solo più un masso erratico.
E la maggior parte dei tuoi problemi, li risolvi con venti euro.
Sem, vede, prevede, stravede e straparla, ma porcoddio ha sempre ragione.
Scusate la bestemmia, ma il motto non l’ho inventato io. Così è stato coniato.
Sono poche le volte che mi sono sbagliato. E quelle poche, comunque, ho sbagliato il modo ma non il risultato. A volte penso che Murphy fosse un veggente ed abbia visto in me la Legge.
Umpfeggiamo serenamente, non trovo nulla in cui stupirmi. Forse mi sbaglio. Forse no. Non mi è ancora dato saperlo. Vedremo la giornata come butta.
Di sicuro dovrei scrivere mooooooolto di più.
Di sicuro, dovrei ascoltare un bel pò di musica in più.
Treno.
Le 23 passa da troppo poco tempo.
Rientro verso quella che ancora per poco sarà “casa”.
Crisi di astinenza. Brutale. Odio ‘aver dimenticato il lettore mp3 a casa. quando hai bisogno di musica, niente è peggio dell’ascoltare i dialoghi nel vagone.
Un ragazzo. Un bravo ragazzo all’apparenza.
Vantarsi di aver avuto il contatto su facebook di una giovane ragazza, rimediato per strada, ha qualcosa di sbagliato secondo me.
E Fefè che ricorda ancora con piacere quello che ero.
Troppi anni di ….. Troppi anni di cosa ? A forza di girar pagine, il libro è finito. Ma non io. non ancora.
Chiudo il libro, e rimetto gli occhi sul monitor …
Non per i postumi di qualcosa che ha un grosso simbolo di pausa. E nemmeno per normali abusi.
E solo quel sapore conosciuto tempo addietro, che torna come la digestione di qualcosa che finalmente è andato là dove doveva andare. Senza però essere minimamente elaborato dai succhi gastrici.
No, decisamente tutto questo non fà per me. Anche se il rifiutarlo non mi aiuta.
Una camicia sopra l’altra, una maglietta sopra l’altra, dei pantaloni, la cerniera della borsa che si chiude, ed i colori assumono nuove tonalità di grigio. Un nuovo viaggio si appresta ad annebbiare i miei pensieri, o banalmente, a renderli ancora più pesanti e meno consoni alle mie scelte.
E non sarà una parola, nè un’avventura. Sarà stupido e banale lavoro. Tanto, quello è il mio rifugio.
A volte, ritornano, e possono farlo in maniera silenziosa, oppure rumorosa. Io lo faccio in maniera silenziosa. Per tanti motivi, ma sostanzialmente per soddisfare il mio ego. Mi piace scrivere. Mi piace troppo. E non riesco a farne a meno.
Ho Facebook per le minchiate, Orkut per le cose un poco serie. Ma lì uno si trova la pappa pronta, già bella cucinata e condita. Io sono diverso. Io sono la mia libera espressione, nel bene e nel male.
A volte troverete cose vecchie, ed a volte delle cose nuove. Ma saranno sempre e comunque cose mie, originali. Non aspettatevi grandi cose, ma cose belle o brutte, calde o fredde, piacevoli o spiacevoli, ma sempre e comunque mie. Non ho una linea di pensiero conformabile, sono uno straniero alla terra, e chi avrà il coraggio di avventurarsi in questi posts, avrà sicuramente modi di rendersene conto innumerevoli volte.
Io non uccido, io massacro … Mi vedi ? Io ti osservo già da un pezzo … In un attimo posso cambiarti la vita … Nulla di personale, questo è il mio mondo e tu ci nuoti dentro ….
E così. con questo primo post, prende il via la versione 3.0 del mio blog.