Del perchè di tutto il resto. La vita e l’universo sono ormai inflazionati.

Lunedì.
Non é il caso che mi ripeta, vero ?
Non c’é aspettativa, non c’é voglia, non c’é un sailcazzo di nulla.
Vorrei poter dire che tutto scorre, ma la stasi ha preso il sopravvento in questo frangente, permettendomi di dedicarmi alle risposte, od alla risposta.

Ho pieno il cervello di domande di cui vi assicuro nessuna delle risposte possibili mi ha mai portato una virgola di felicità; a parte una, LA domanda, l’unica della quale avrei voluto la risposta: è la ragazza giusta? E la risposta non è 42, è sì; indubbiamente, inevitabilmente, invariabilmente sì. E per una settimana nella mia triste ed effimera esistenza mi ha reso felice. (Arthur Dent)

La doverosa citazione di Douglas Adams forse rende meglio l’idea. Ma non si tratta di contestualizzare un pensiero, ma di generalizzare un’idea. L’idea che alla fine dei conti ognuno di noi ha in testa ogni sette secondi. Perchè alla fine troppe cose si muovono intorno a quel momento, quella ricerca, quella … caccia. Tutto il resto, é il piacevole contorno, il piacevole risultato. O forse, il necessario.

E quindi, la risposta é indubbiamente, inevitabilmente, invariabilmente sì.

Qualcosa è andato terribilmente storto …

Treno.
Le 23 passa da troppo poco tempo.
Rientro verso quella che ancora per poco sarà “casa”.
Crisi di astinenza. Brutale. Odio ‘aver dimenticato il lettore mp3 a casa. quando hai bisogno di musica, niente è peggio dell’ascoltare i dialoghi nel vagone.
Un ragazzo. Un bravo ragazzo all’apparenza.
Vantarsi di aver avuto il contatto su facebook di una giovane ragazza, rimediato per strada, ha qualcosa di sbagliato secondo me.

E Fefè che ricorda ancora con piacere quello che ero.

Troppi anni di ….. Troppi anni di cosa ? A forza di girar pagine, il libro è finito. Ma non io. non ancora.

Chiudo il libro, e rimetto gli occhi sul monitor …