Il mattino ha la merda in bocca ….?

Bella domanda. Già.

Non per i postumi di qualcosa che ha un grosso simbolo di pausa. E nemmeno per normali abusi.

E solo quel sapore conosciuto tempo addietro, che torna come la digestione di qualcosa che finalmente è andato là dove doveva andare. Senza però essere minimamente elaborato dai succhi gastrici.

No, decisamente tutto questo non fà per me. Anche se il rifiutarlo non mi aiuta.

Una camicia sopra l’altra, una maglietta sopra l’altra, dei pantaloni, la cerniera della borsa che si chiude, ed i colori assumono nuove tonalità di grigio. Un nuovo viaggio si appresta ad annebbiare i miei pensieri, o banalmente, a renderli ancora più pesanti e meno consoni alle mie scelte.

E non sarà una parola, nè un’avventura. Sarà stupido e banale lavoro. Tanto, quello è il mio rifugio.

The dark side of … a bedside table.

Prendi una situazione desiderata, condiscila ed aggiungi la giusta dose di spezie e di aromi, cerca di renderla quanto più bella ti sia immaginabile.

Bene.

Se vuoi rendere la cosa unica, aggiungici un Sem. Non uno a caso, proprio il Sem.

Sem, con i suoi pensieri, i suoi desideri e le scelte di vita che ha fatto, nel bene e nel peggio.

La mia vita mi stà portando dove non credevo di arrivare, dove non potevo immaginare di arrivare.

Ed allora ? Allora si esagera perchè il trasporto diventa forte quanto il desiderio.

Desidera una vita consona a quello che sei, dedicata alla comunicazione, all’appagamento, al lasciarsi andare ed al recuperarsi. E quando tutto questo c’é, curalo, consolidalo, coltivalo e nutrilo.

Ovviamente, la normalità non viene minimamente considerata come opzione possibile.

Lasciati andare, godi al massimo del momento, sii felice. Ma non far durare tutto questo; la merda, lo schifo ti attendono dietro l’angolo. Li brami, li desideri, più di tutto il bene che ne puoi trarre e che puoi donare.

Tu, uomo, non puoi stare bene, devi rovinare tutto perchè non vuoi tutto questo bene, non te lo meriti. Lo desideri, ma non lo meriti. Non fà assolutamente per te. E non lo fai apposta, ma alla fine quella merda, quel buio, quell’oscurità ti é consona più di ogni desiderio di bellezza in cui il tuo ego potrebbe serenamente trastullarsi.

Ti allontani dal bene non per codardia, ma per non sentirne la mancanza. Non vuoi, non consideri la possibilità di rovinare tutto, ma é la tua risposta alla bellezza.

E così finisci a fare del male, troppo male, a chi non se lo merita, a chi non vorresti, alla sorgente del bene che stai ricevendo. Ed a nulla servono le parole, i pensieri, od i gesti. Tutto automaticamente per te diventa inopportuno. Stasi debilita, azione rinfranca, ma il nulla ti trova e tu, bastardo, lo usi come rifugio. Un nulla sotto spirito che ti culla, ti conforta, e ti porta ad un sonno pieno di ….. nulla.

Ma quando ti risvegli, riassapori la merda a cui sei abituato, con l’aggiunta del pentimento per aver fatto del male a chi, assolutamente non lo meritava. A chi non volevi. A chi stava solo cercando di volerti bene per il lurido figlio di puttana che sei. Ed il non riuscire a dimostrare i propri pensieri, é la conferma che le parole, non sono come tu le vorresti.

Vorresti parlare, vorresti spiegarti, ma alla fine riesci a chiedere solo scusa. E nemmeno bene. In fondo, l’odio, é il giusto premio per quello che inconsciamente ti rendi conto di fare. Solo, te ne rendi conto troppo tardi.

Bastava fermarsi prima di iniziare. Bastava …. fare qualcosa di diverso.

Bastava … Ma perchè far andare le cose bene, quando puoi rovinare tutto ?

Un giorno comprenderò il mistero che si cela dietro il calore confortante della merda.

Un giorno …. Non oggi.