Ho amato tante volte, o come direbbe qualcuno, troppe. Almeno una di troppo, sicuramente.
E’ soltanto una fottuta parola.
Ora, mi sono fottutamente reso conto di non essere più in grado di amare.
E’ un cazzo nel culo, un chiodo tra i denti.
Non parlo dell’amore letterario, epistolare, carnale o sailcazzo quale amore possiate pensare. Parlo di quel sentimento naturale che puoi provare nei confronti di un amico, di un fratello o di una sorella, di una donna od un uomo. Parlo di quell’amore incondizionato nei confronti di una persona che ti é cara, ed a cui non faresti mai del male.
Senso di schifo, come vomitare perchè ubriachi senza aver bevuto.
Mi sono chiuso nei miei pensieri, e persino chi non mi conosce se ne é accorto. Lampante, direi che é il termine che definisce al meglio la trasparenza da cui si evince questo mio statico di catatonicità elaborativa.
Chiudi quella fottuta porta di merda, chiudi quella fottuta porta di merda, chiudi quella fottuta porta di merda, coglione.
Niente. Assolutamente niente. Qualcosa che spinge da dentro, che vorrebbe palesarsi, ma non ne vuole sapere di uscire. Assolutamente no. E si stanca, dopo pochissimo, per non dire anche meno. Eppure la vedi, lei é li, vicino a te, che ti guarda e che ti sorride. Libera in tutto il suo fascino. In continua evoluzione. E tu, le fai trovare chiuse le porte del tuo cuore, mandando tutto a puttane, nella migliore delle ipotesi.
Il sentimento figlio di un pompino fatto male e senza ingoio. Sputa la vita, strafottuta vacca da scrotomanzia!
E no, scordati di farcela. Scordatelo. Rinchiuditi in quel cesso che é la sede dei tuoi pensieri ed annega tutto in una fottuta nebbia, peggio di quella che avvolge Alpignano stanotte. In questa ultima notte in cui anche la persona a cui hai fatto più male, dice che sei troppo severo con te stesso, in questa ultima notte prima della prossima.
Io non uccido, io massacro … Mi vedi? Io ti osservo già da un pezzo … In un attimo posso cambiarti la vita … Nulla di personale, questo è il mio mondo e tu ci nuoti dentro ….
Venti giorni racchiusi in tre. Situazioni diverse, tu evoluta, io cambiato. Anche se cambiato non é la definizione corretta … Ma non saprei come definirmi altrimenti. De-evoluto. Chiuso in me stesso per colpa di una troia che ha distrutto molto di quello che ero. Ma forse non é stata solo colpa sua, ma anche di alcune precedenti situazioni. Di certo é solo il risultato. Il pessimo risultato. E la mia parte di responsabilità, del resto se tutto questo é successo, é perchè io l’ho permesso. L’ho lasciato accadere.
Fai qualcosa cazzo di stronzo! Non restare lì a guardare come un ebete a cui stanno stuprando la vita davanti agli occhi!
Bhà … Si. E’ ora di fare veramente qualcosa. E non riesco a capire cosa. L’uomo delle soluzioni ha esaurito le risposte. Ma non le domande …
Artemisia, per incanto o per delizia. Tu mi hai scusato, ma io non mi perdono. Non ancora. Du. Du hast. Du hast mich.