Erase and rewind.

Inutile.
Veramente, risulta inutile pianificare a lungo termine quando sei il Sem.
Tanto poi ti ribalti le scelte, per vivere meglio.
Una strana serie di coincidenze e di persone mi hanno portato ad oggi ad essere più felice. Ok, il lavoro da fare è ancora molto, e molto aspro, ma panta rei.
E per assurdo, la situazione che mi ha risvegliato completamente, senza alternative di sorta, e lo dico col senno del poi (notatelo dal mio lungo silenzio) è nato da una scopata mancata.
La vita è una merda, ma capita sempre qualcosa che la rende degna di esser vissuta.

Noi, fuori.

Son veglio o son molesto ?

La vita é fatta di momenti, che si rincorrono. Ma questo l’ho già detto.
Un momento per odiare e per dissociarsi, ed il relativo contrappasso.
Un momento per disconoscersi e riconoscersi, ed il relativo prezzo da pagare.
Un momento per decidere di rimettersi in gioco, tanto và la gatta al lardo che ci lascia lo zampone. Od era lo zampino ?
Nei momenti buoni abbiamo un sacco di amici, ma non ne trovi uno con un ombrello quando serve. Per fortuna sono a casa a mettere in fresco le birre ed in caldo la sbobba.
Nei momenti di merda abbiamo gli amici, ma non li vedi mai quando tutto é nel verso giusto. Per fortuna stanno spianando la strada per fare qualcosa, in cui puoi esserci se vuoi.
Nei momenti di stasi, tutto scorre, come un gelato che si scioglie al sole ricordandoti che il momento oramai é passato. Cazzi tuoi Zio, cazzi tuoi …

Devo smetterla di pucciare le dita nella marmellata e solo dopo nello zucchero …
Del resto, chi sono oggi ?
Non ho la più pallida idea di chi sono, e nemmeno immagino chi sei. Non ho la più pallida idea di chi ho dimenticato di essere, ma ho solo una piccola certezza.
Oggi sono io. Ed ho voglia di te.

Sogno o son Sem ?

Mi mancano un sacco di cose.
Mi mancano le cassette dei Rats, dei Timoria e quelle del Liga.
Mi mancano le notti in piazza e quelle al castello.
Mi mancano le conquiste, le vittorie e le perdite.
Mi manca scrivere, leggere e la carta.
Mi manca la bicicletta ed il walkman che funzionava a cazzotti.
Mi manca Skizzetta, virus_one e QNX.
E tutti questi vuoti, non si colmano. I giorni passano solo per farti rendere conto che sei sempre solo più un masso erratico.
E la maggior parte dei tuoi problemi, li risolvi con venti euro.

L’amore ai tempi del Sem ?

Ho amato tante volte, o come direbbe qualcuno, troppe. Almeno una di troppo, sicuramente.

E’ soltanto una fottuta parola.

Ora, mi sono fottutamente reso conto di non essere più in grado di amare.

E’ un cazzo nel culo, un chiodo tra i denti.

Non parlo dell’amore letterario, epistolare, carnale o sailcazzo quale amore possiate pensare. Parlo di quel sentimento naturale che puoi provare nei confronti di un amico, di un fratello o di una sorella, di una donna od un uomo. Parlo di quell’amore incondizionato nei confronti di una persona che ti é cara, ed a cui non faresti mai del male.

Senso di schifo, come vomitare perchè ubriachi senza aver bevuto.

Mi sono chiuso nei miei pensieri, e persino chi non mi conosce se ne é accorto. Lampante, direi che é il termine che definisce al meglio la trasparenza da cui si evince questo mio statico di catatonicità elaborativa.

Chiudi quella fottuta porta di merda, chiudi quella fottuta porta di merda, chiudi quella fottuta porta di merda, coglione.

Niente. Assolutamente niente. Qualcosa che spinge da dentro, che vorrebbe palesarsi, ma non ne vuole sapere di uscire. Assolutamente no. E si stanca, dopo pochissimo, per non dire anche meno. Eppure la vedi, lei é li, vicino a te, che ti guarda e che ti sorride. Libera in tutto il suo fascino. In continua evoluzione. E tu, le fai trovare chiuse le porte del tuo cuore, mandando tutto a puttane, nella migliore delle ipotesi.

Il sentimento figlio di un pompino fatto male e senza ingoio. Sputa la vita, strafottuta vacca da scrotomanzia!

E no, scordati di farcela. Scordatelo. Rinchiuditi in quel cesso che é la sede dei tuoi pensieri ed annega tutto in una fottuta nebbia, peggio di quella che avvolge Alpignano stanotte. In questa ultima notte in cui anche la persona a cui hai fatto più male, dice che sei troppo severo con te stesso, in questa ultima notte prima della prossima.

Io non uccido, io massacro … Mi vedi? Io ti osservo già da un pezzo … In un attimo posso cambiarti la vita … Nulla di personale, questo è il mio mondo e tu ci nuoti dentro ….

Venti giorni racchiusi in tre. Situazioni diverse, tu evoluta, io cambiato. Anche se cambiato non é la definizione corretta … Ma non saprei come definirmi altrimenti. De-evoluto. Chiuso in me stesso per colpa di una troia che ha distrutto molto di quello che ero. Ma forse non é stata solo colpa sua, ma anche di alcune precedenti situazioni. Di certo é solo il risultato. Il pessimo risultato. E la mia parte di responsabilità, del resto se tutto questo é successo, é perchè io l’ho permesso. L’ho lasciato accadere.

Fai qualcosa cazzo di stronzo! Non restare lì a guardare come un ebete a cui stanno stuprando la vita davanti agli occhi!

Bhà … Si. E’ ora di fare veramente qualcosa. E non riesco a capire cosa. L’uomo delle soluzioni ha esaurito le risposte. Ma non le domande …

Artemisia, per incanto o per delizia. Tu mi hai scusato, ma io non mi perdono. Non ancora. Du. Du hast. Du hast mich.