Dormo di merda, vivo ancora peggio, tutto tace come scorre. Molti trovano fredda questa estate, io non trovo qualcosa che non bruci, che non mi cuocia lentamente.
E vai, con un’altra scena da girare, quella dei casini che mi impediscono di andare in ferie, di andare a trovare qualche persona che voglio rivedere, che mi impediscono di andare al bar a prendermi un cazzo di caffè. E via, con un’altra moka.
Oramai non mi alzo più dal letto nemmeno per rispondere al cellulare, mi alzo solo per scrivere qualche minchiata, andare in bagno, mangiare. E quelle volte che esco, la mia testa comunque vaga altrove, dove non dovrebbe più stare.
Ma un’altra scena bisogna girarla, un’altro ciak bisogna farlo.
Oramai anche gli occhi mi stanno abbandonando, non riesco a stare al monitor quanto dovrei. Figuriamoci quanto vorrei. Stavolta me li gioco. Sia lode all’ottimismo.
Ho smesso di tenere il portatile sul comodino, per lasciare spazio a più sigarette. Nemmeno l’alcol mi dona ancora quell’ovattato piacere da dolce vita. Figuriamoci il cibo.
Mi sono obbligato a comprare cibi pronti per evitare di nutrirmi solo di grissini ed affettati, in attesa che tutto questo si sblocchi, in attesa di un qualcosa che non posso (o non ho ancora capito di potere) smuovere.
In attesa, forse, solo di un’altro ciak.




