La vita vista dalla parte da cui non leggi il ciak

Dormo di merda, vivo ancora peggio, tutto tace come scorre. Molti trovano fredda questa estate, io non trovo qualcosa che non bruci, che non mi cuocia lentamente.
E vai, con un’altra scena da girare, quella dei casini che mi impediscono di andare in ferie, di andare a trovare qualche persona che voglio rivedere, che mi impediscono di andare al bar a prendermi un cazzo di caffè. E via, con un’altra moka.
Oramai non mi alzo più dal letto nemmeno per rispondere al cellulare, mi alzo solo per scrivere qualche minchiata, andare in bagno, mangiare. E quelle volte che esco, la mia testa comunque vaga altrove, dove non dovrebbe più stare.
Ma un’altra scena bisogna girarla, un’altro ciak bisogna farlo.
Oramai anche gli occhi mi stanno abbandonando, non riesco a stare al monitor quanto dovrei. Figuriamoci quanto vorrei. Stavolta me li gioco. Sia lode all’ottimismo.
Ho smesso di tenere il portatile sul comodino, per lasciare spazio a più sigarette. Nemmeno l’alcol mi dona ancora quell’ovattato piacere da dolce vita. Figuriamoci il cibo.
Mi sono obbligato a comprare cibi pronti per evitare di nutrirmi solo di grissini ed affettati, in attesa che tutto questo si sblocchi, in attesa di un qualcosa che non posso (o non ho ancora capito di potere) smuovere.
In attesa, forse, solo di un’altro ciak.



Son veglio o son molesto ?

La vita é fatta di momenti, che si rincorrono. Ma questo l’ho già detto.
Un momento per odiare e per dissociarsi, ed il relativo contrappasso.
Un momento per disconoscersi e riconoscersi, ed il relativo prezzo da pagare.
Un momento per decidere di rimettersi in gioco, tanto và la gatta al lardo che ci lascia lo zampone. Od era lo zampino ?
Nei momenti buoni abbiamo un sacco di amici, ma non ne trovi uno con un ombrello quando serve. Per fortuna sono a casa a mettere in fresco le birre ed in caldo la sbobba.
Nei momenti di merda abbiamo gli amici, ma non li vedi mai quando tutto é nel verso giusto. Per fortuna stanno spianando la strada per fare qualcosa, in cui puoi esserci se vuoi.
Nei momenti di stasi, tutto scorre, come un gelato che si scioglie al sole ricordandoti che il momento oramai é passato. Cazzi tuoi Zio, cazzi tuoi …

Devo smetterla di pucciare le dita nella marmellata e solo dopo nello zucchero …
Del resto, chi sono oggi ?
Non ho la più pallida idea di chi sono, e nemmeno immagino chi sei. Non ho la più pallida idea di chi ho dimenticato di essere, ma ho solo una piccola certezza.
Oggi sono io. Ed ho voglia di te.

Ingranaggio incastrato.

Appena ritornato da un mese di roadshow e con la valigia già pronta per Berlino.
Ma qualcosa di anomale é cambiato, inaspettatamente come al solito. Già, la ciclicità degli eventi, puttana pure lei.

Ok, sicuramente é un film visto troppe volte, ma mi piace sorridere, camminare mano nella mano, essere abbracciato, e scambiarmi coccole, senza secondi fini.
E tutto così é stato, senza secondi fini.
Ma perchè ora non esce più dalla mia testa ?
Un ingranaggio incastrato, questo era diventato il mio cuore, ora non lo é più. E questo é male. E questo fà male.
Fà male il dubbio, l’incertezza e l’imbarazzo. No, l’imbarazzo veramente no. Non c’é stato.
Hai sbloccato quello che era fermo e stava appassendo. Ora, non mi tocca che aspettare un domani … Ma nel frattempo la vita và avanti, un’altra trasferta mi aspetta, e tanti altri lavori che devo fare … Ma il mio cuore, questa presunta sede dei sentimenti, é rimasta lì a Palermo con te, Federica.

E vai, con le pippe mentali del momento in cui si volta pagina. Dovrei smetterla e bere come se non ci fosse un domani. Già. Soffocare, reprimere. Smetterla. Non fà per me. Vorrei solo essere una macchina da lavoro, non me la sento di lasciarmi andare al desiderio più puro, quello che non ha bisogno di molto per essere alimentato.

Ma anche tutto questo, forse, é solo l’ennesima pippa mentale. Ora si và a bere. Troppe volte la verità é nel fondo di un bicchiere.

Na’ cadrega ?

Sono in cadrega, e serenamente sopravvivo.
Tutto scorre, e di reagire non se ne parla.
Quel vuoto risulta tuttora incolmabile …

Gli anni d’oro …

Non vuol essere una citazione musicale, ma un pensiero assillante delle ultime 48 ore.
Tutto è troppo cambiato, fatico a riconoscere quello che mi circonda … Non per colpa del mondo, ma per gli occhi con cui guardo le cose.
Questo è il risultato ? Fà cagare.

Ricordi ….?

Ricordo il mare in tempesta, ed un surfista che lo cavalcava come se fosse la cosa giusta da fare …

Ricordo il vento che mi ha fatto camminare oltre ogni apparente forza gravitazionale …

Ricordo il terrore nei miei occhi, senza che potessi vederlo, quando il mio corpo è stato più lento della mia mente …

Ricordo il battito del mio cuore quando si è rotta la scatola dello sterzo …

Ricordo un libro che stavo scrivendo e che un giorno, forse, finirò …

Ricordo la prima e l’ultima volta che ho fatto l’amore … E tutte quelle che ci stanno in mezzo …

Ricordo il rumore che fà uno spirito che abbandona un corpo …

Ricordo il rumore dei miei passi e l’eco nei corridoi così lunghi da sembrare fantasmi …

Ricordo lo stridente silenzio di ogni dolore, ed ogni suo colore …

Ricordo ogni grammo di polvere da sparo, ed ogni milligrammo di inchiostro …

Ricordo ogni lama che è passata con me, e non necessariamente dalla parte del manico …

Ricordo quanto fà male ogni tasto premuto, indipendentemente dalla velocità del mondo che mi circonda …

Ricordo ogni fotogramma non impresso …

Ricordo ogni lettera scritta e mai spedita …

Ricordo che sono.

Ma no, non ricordo chi sono. Nè ricordo perche sono.

Nè ricordo tantissime altre cose. Non mi spiace, ma non sono quello che credete che io sia.

Io, sono l’evoluzione di troppi ricordi.

Vertigine.

Una canzone in testa.

Un concerto che tra poche ore avrà inizio.

Una storia in crisi, un server che non ne vuole sapere.

Un chiodo tra i denti, una gran voglia ed un pensiero contrastante.

Il momento è giunto. Auricolari e Linea 77. Odio aver ragione. Voglio qualcosa di semplice …