Blah blah blah …. Blah ?

Mi sono chiuso in quattro mura, giù in città.

Ora, dimmi, dimmelo, che stò prendendo spunto dai Linea 77, perchè lo faccio senza remore.

E tu, da cosa prendi spunto ? Eh ?

Sono indisposto nei confronti della vita, di quello che per l’ennesima fottuta volta, il cuore ha pompato.

Il lavoro procede. Quello, pagamenti a parte, non mi dà mai problemi. Ne ho sempre sin dietro le orecchie. Ed anche in posti che persino io censuro.

Parole, parole, parole, finzione, respiro che si spezza, attese inutili per qualcosa che arriva, finzione e vertigine. Agorafobia.

Ridatemi il mio piccolo mondo di merda, veramente. Quando avevo il controllo di tutto e tutto mi controllava.

Ridatemi la televisione analogica, ridatemi il rumore di fondo, ridatemi la gente che rumoreggia invana.

Ridatemi le corse in macchina, ridatemi le ubriacate con un secondo fine.

Rendetemi una persona peggiore di quello che sono. Davvero, voglio essere peggio di quello che sono.

Tanto, é un dato di fatto, vince il peggio. Vince il disonesto, il delinquente, lo stupratore, il pedofilo. Vince il prete, il politico, l’assessore, il travone che confessa.

Bhè ? Anche io vorrei vincere facile. Ma tanto, alla resa dei conti, se ti fermi un attimo, se hai veramente le palle, lo sai. A che cazzo serve che te lo scriva ? E quindi, smettila di essere l’ebete. Smettila. E no, non farlo per me, perchè io alla fine, sono il mezzo, non il fine.

Il mezzo, non il fine. E tutto ebbe inizio quella notte che non voglio ricordare a chi c’era, e non voglio raccontare a chi legge. Ma versatemi un bicchiere, e ve la racconto. Quella fottuta notte di merda.

E via, con la citazione ….

Buona sera, Londra. Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 5 novembre, un giorno ahimè sprofondato nell’oblio, sottraendo un po’ di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere. Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità. E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole.. non c’è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l’avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C’era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto Cancelliere, Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio. Ieri sera io ho distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato. Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l’equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre. Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato. (V)

Non sono così bravo a scrivere, ma sapete una cosa ?

Io non uccido, io massacro ….

Ed il resto della citazione, sapete dove trovarlo.

Ma alla fine dei conti, mancano sempre le palle per fare quello che é giusto. Anche a me. Si, anche a me.

L’amore ai tempi del Sem ?

Ho amato tante volte, o come direbbe qualcuno, troppe. Almeno una di troppo, sicuramente.

E’ soltanto una fottuta parola.

Ora, mi sono fottutamente reso conto di non essere più in grado di amare.

E’ un cazzo nel culo, un chiodo tra i denti.

Non parlo dell’amore letterario, epistolare, carnale o sailcazzo quale amore possiate pensare. Parlo di quel sentimento naturale che puoi provare nei confronti di un amico, di un fratello o di una sorella, di una donna od un uomo. Parlo di quell’amore incondizionato nei confronti di una persona che ti é cara, ed a cui non faresti mai del male.

Senso di schifo, come vomitare perchè ubriachi senza aver bevuto.

Mi sono chiuso nei miei pensieri, e persino chi non mi conosce se ne é accorto. Lampante, direi che é il termine che definisce al meglio la trasparenza da cui si evince questo mio statico di catatonicità elaborativa.

Chiudi quella fottuta porta di merda, chiudi quella fottuta porta di merda, chiudi quella fottuta porta di merda, coglione.

Niente. Assolutamente niente. Qualcosa che spinge da dentro, che vorrebbe palesarsi, ma non ne vuole sapere di uscire. Assolutamente no. E si stanca, dopo pochissimo, per non dire anche meno. Eppure la vedi, lei é li, vicino a te, che ti guarda e che ti sorride. Libera in tutto il suo fascino. In continua evoluzione. E tu, le fai trovare chiuse le porte del tuo cuore, mandando tutto a puttane, nella migliore delle ipotesi.

Il sentimento figlio di un pompino fatto male e senza ingoio. Sputa la vita, strafottuta vacca da scrotomanzia!

E no, scordati di farcela. Scordatelo. Rinchiuditi in quel cesso che é la sede dei tuoi pensieri ed annega tutto in una fottuta nebbia, peggio di quella che avvolge Alpignano stanotte. In questa ultima notte in cui anche la persona a cui hai fatto più male, dice che sei troppo severo con te stesso, in questa ultima notte prima della prossima.

Io non uccido, io massacro … Mi vedi? Io ti osservo già da un pezzo … In un attimo posso cambiarti la vita … Nulla di personale, questo è il mio mondo e tu ci nuoti dentro ….

Venti giorni racchiusi in tre. Situazioni diverse, tu evoluta, io cambiato. Anche se cambiato non é la definizione corretta … Ma non saprei come definirmi altrimenti. De-evoluto. Chiuso in me stesso per colpa di una troia che ha distrutto molto di quello che ero. Ma forse non é stata solo colpa sua, ma anche di alcune precedenti situazioni. Di certo é solo il risultato. Il pessimo risultato. E la mia parte di responsabilità, del resto se tutto questo é successo, é perchè io l’ho permesso. L’ho lasciato accadere.

Fai qualcosa cazzo di stronzo! Non restare lì a guardare come un ebete a cui stanno stuprando la vita davanti agli occhi!

Bhà … Si. E’ ora di fare veramente qualcosa. E non riesco a capire cosa. L’uomo delle soluzioni ha esaurito le risposte. Ma non le domande …

Artemisia, per incanto o per delizia. Tu mi hai scusato, ma io non mi perdono. Non ancora. Du. Du hast. Du hast mich.