Ingranaggio incastrato.

Appena ritornato da un mese di roadshow e con la valigia già pronta per Berlino.
Ma qualcosa di anomale é cambiato, inaspettatamente come al solito. Già, la ciclicità degli eventi, puttana pure lei.

Ok, sicuramente é un film visto troppe volte, ma mi piace sorridere, camminare mano nella mano, essere abbracciato, e scambiarmi coccole, senza secondi fini.
E tutto così é stato, senza secondi fini.
Ma perchè ora non esce più dalla mia testa ?
Un ingranaggio incastrato, questo era diventato il mio cuore, ora non lo é più. E questo é male. E questo fà male.
Fà male il dubbio, l’incertezza e l’imbarazzo. No, l’imbarazzo veramente no. Non c’é stato.
Hai sbloccato quello che era fermo e stava appassendo. Ora, non mi tocca che aspettare un domani … Ma nel frattempo la vita và avanti, un’altra trasferta mi aspetta, e tanti altri lavori che devo fare … Ma il mio cuore, questa presunta sede dei sentimenti, é rimasta lì a Palermo con te, Federica.

E vai, con le pippe mentali del momento in cui si volta pagina. Dovrei smetterla e bere come se non ci fosse un domani. Già. Soffocare, reprimere. Smetterla. Non fà per me. Vorrei solo essere una macchina da lavoro, non me la sento di lasciarmi andare al desiderio più puro, quello che non ha bisogno di molto per essere alimentato.

Ma anche tutto questo, forse, é solo l’ennesima pippa mentale. Ora si và a bere. Troppe volte la verità é nel fondo di un bicchiere.

Nel riposino pomeridiano la mente vaga.

E’ finito il tempo delle speranze, é tempo di pragmatizzare.
E’ finito il tempo di sognare, é tempo di concludere.
Tempi aperti, zone morte, non fanno per me.
Ennesima ripromessa, che a nulla porterà !
Meglio venti euro che un fallimento.
Per il resto, mi spiace, ma non ho più voglia di tentare.
Tanto il fallimento sentimentale fa parte del mio carattere.

Na’ cadrega ?

Sono in cadrega, e serenamente sopravvivo.
Tutto scorre, e di reagire non se ne parla.
Quel vuoto risulta tuttora incolmabile …

Unix-ing my life …

madsem:~#shutdown -r now

Gli anni d’oro …

Non vuol essere una citazione musicale, ma un pensiero assillante delle ultime 48 ore.
Tutto è troppo cambiato, fatico a riconoscere quello che mi circonda … Non per colpa del mondo, ma per gli occhi con cui guardo le cose.
Questo è il risultato ? Fà cagare.

Blah blah blah …. Blah ?

Mi sono chiuso in quattro mura, giù in città.

Ora, dimmi, dimmelo, che stò prendendo spunto dai Linea 77, perchè lo faccio senza remore.

E tu, da cosa prendi spunto ? Eh ?

Sono indisposto nei confronti della vita, di quello che per l’ennesima fottuta volta, il cuore ha pompato.

Il lavoro procede. Quello, pagamenti a parte, non mi dà mai problemi. Ne ho sempre sin dietro le orecchie. Ed anche in posti che persino io censuro.

Parole, parole, parole, finzione, respiro che si spezza, attese inutili per qualcosa che arriva, finzione e vertigine. Agorafobia.

Ridatemi il mio piccolo mondo di merda, veramente. Quando avevo il controllo di tutto e tutto mi controllava.

Ridatemi la televisione analogica, ridatemi il rumore di fondo, ridatemi la gente che rumoreggia invana.

Ridatemi le corse in macchina, ridatemi le ubriacate con un secondo fine.

Rendetemi una persona peggiore di quello che sono. Davvero, voglio essere peggio di quello che sono.

Tanto, é un dato di fatto, vince il peggio. Vince il disonesto, il delinquente, lo stupratore, il pedofilo. Vince il prete, il politico, l’assessore, il travone che confessa.

Bhè ? Anche io vorrei vincere facile. Ma tanto, alla resa dei conti, se ti fermi un attimo, se hai veramente le palle, lo sai. A che cazzo serve che te lo scriva ? E quindi, smettila di essere l’ebete. Smettila. E no, non farlo per me, perchè io alla fine, sono il mezzo, non il fine.

Il mezzo, non il fine. E tutto ebbe inizio quella notte che non voglio ricordare a chi c’era, e non voglio raccontare a chi legge. Ma versatemi un bicchiere, e ve la racconto. Quella fottuta notte di merda.

E via, con la citazione ….

Buona sera, Londra. Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 5 novembre, un giorno ahimè sprofondato nell’oblio, sottraendo un po’ di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere. Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità. E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole.. non c’è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l’avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C’era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto Cancelliere, Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio. Ieri sera io ho distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato. Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l’equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre. Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato. (V)

Non sono così bravo a scrivere, ma sapete una cosa ?

Io non uccido, io massacro ….

Ed il resto della citazione, sapete dove trovarlo.

Ma alla fine dei conti, mancano sempre le palle per fare quello che é giusto. Anche a me. Si, anche a me.

Panta rei

Si, tutto scorre come un fiume.

Malattia a parte, tutto scorre bene.

Quiete prima della tempesta o finalmente …..?

Questa vita ….

…. non è un film.

Anche se tocca recitare una parte, io continuo a fare il tecnico.

Rimane comunque il mio cazzo di mestiere, che adoro e che sono in grado di fare.