Stasi. Repetita stasi.

“Vorrei ringraziare mio marito e vorrei dirgli: spero tu non debba mai rubare, tradire, ingannare; ma se dovessi rubare allora continua a rubarmi il cuore, se dovessi tradire tradisci le altre con me per tutta la vita, se dovessi ingannare, ti prego, inganna la morte perché non potrei vivere neanche un giorno senza di te.”

Quando sistemi alcune cose, altre se ne vanno allegramente a puttane. Ho bisogno di tante cose, ma come sempre manca il coraggio di chiedere. L’importante è che io abbia parato il culo a chi andava parato, che abbia fatto il mio, e che …. tutto scorra.

Si, alla fine, tutto scorre. Ed io, inesorabilmente, sono ancora quì ad odiare.

La terrificante vita di un asciugamano

Tre passi avanti, ed uno indietro. Male non fà !
Ok, la citazione non sarebbe proprio così, ma andava un poco modificata ….
I dati di fatto, sono comunque quelli, peggio di una costante.

Pessimismo e fastidio …?

L’ho già detto decine e decine di volte.

Sem, vede, prevede, stravede e straparla, ma porcoddio ha sempre ragione.

Scusate la bestemmia, ma il motto non l’ho inventato io. Così è stato coniato.

Sono poche le volte che mi sono sbagliato. E quelle poche, comunque, ho sbagliato il modo ma non il risultato. A volte penso che Murphy fosse un veggente ed abbia visto in me la Legge.

Umpfeggiamo serenamente, non trovo nulla in cui stupirmi. Forse mi sbaglio. Forse no. Non mi è ancora dato saperlo. Vedremo la giornata come butta.

Di sicuro dovrei scrivere mooooooolto di più.

Di sicuro, dovrei ascoltare un bel pò di musica in più.

Per tutto il resto, c’è la Puppacard :-)

Qualcosa è andato terribilmente storto …

Treno.
Le 23 passa da troppo poco tempo.
Rientro verso quella che ancora per poco sarà “casa”.
Crisi di astinenza. Brutale. Odio ‘aver dimenticato il lettore mp3 a casa. quando hai bisogno di musica, niente è peggio dell’ascoltare i dialoghi nel vagone.
Un ragazzo. Un bravo ragazzo all’apparenza.
Vantarsi di aver avuto il contatto su facebook di una giovane ragazza, rimediato per strada, ha qualcosa di sbagliato secondo me.

E Fefè che ricorda ancora con piacere quello che ero.

Troppi anni di ….. Troppi anni di cosa ? A forza di girar pagine, il libro è finito. Ma non io. non ancora.

Chiudo il libro, e rimetto gli occhi sul monitor …

Sogno o son desto ?

Perché i sogni distruggono le realtà possibili ?
Me lo sono chiesto coi miei sogni di stanotte, e la risposta mi ha fatto decisamente cagare …

Voi, ne avete una migliore ?

Il mattino ha la merda in bocca ….?

Bella domanda. Già.

Non per i postumi di qualcosa che ha un grosso simbolo di pausa. E nemmeno per normali abusi.

E solo quel sapore conosciuto tempo addietro, che torna come la digestione di qualcosa che finalmente è andato là dove doveva andare. Senza però essere minimamente elaborato dai succhi gastrici.

No, decisamente tutto questo non fà per me. Anche se il rifiutarlo non mi aiuta.

Una camicia sopra l’altra, una maglietta sopra l’altra, dei pantaloni, la cerniera della borsa che si chiude, ed i colori assumono nuove tonalità di grigio. Un nuovo viaggio si appresta ad annebbiare i miei pensieri, o banalmente, a renderli ancora più pesanti e meno consoni alle mie scelte.

E non sarà una parola, nè un’avventura. Sarà stupido e banale lavoro. Tanto, quello è il mio rifugio.

Digidevoluzione selettiva

Come avevo previsto le cose sono andate.
Odio tutto questo, odio la situazione che ho creato.

Panta rei

Si, tutto scorre come un fiume.

Malattia a parte, tutto scorre bene.

Quiete prima della tempesta o finalmente …..?

Silence ! I’ll kill you !

Pensieri. Troppi pensieri. Troppe seghe mentali.

E’ ora di passare all’azione ? Quale azione …

Non sono proprio più capace di corteggiare, ma vorrei farlo >_<

L’amore ai tempi del Sem ?

Ho amato tante volte, o come direbbe qualcuno, troppe. Almeno una di troppo, sicuramente.

E’ soltanto una fottuta parola.

Ora, mi sono fottutamente reso conto di non essere più in grado di amare.

E’ un cazzo nel culo, un chiodo tra i denti.

Non parlo dell’amore letterario, epistolare, carnale o sailcazzo quale amore possiate pensare. Parlo di quel sentimento naturale che puoi provare nei confronti di un amico, di un fratello o di una sorella, di una donna od un uomo. Parlo di quell’amore incondizionato nei confronti di una persona che ti é cara, ed a cui non faresti mai del male.

Senso di schifo, come vomitare perchè ubriachi senza aver bevuto.

Mi sono chiuso nei miei pensieri, e persino chi non mi conosce se ne é accorto. Lampante, direi che é il termine che definisce al meglio la trasparenza da cui si evince questo mio statico di catatonicità elaborativa.

Chiudi quella fottuta porta di merda, chiudi quella fottuta porta di merda, chiudi quella fottuta porta di merda, coglione.

Niente. Assolutamente niente. Qualcosa che spinge da dentro, che vorrebbe palesarsi, ma non ne vuole sapere di uscire. Assolutamente no. E si stanca, dopo pochissimo, per non dire anche meno. Eppure la vedi, lei é li, vicino a te, che ti guarda e che ti sorride. Libera in tutto il suo fascino. In continua evoluzione. E tu, le fai trovare chiuse le porte del tuo cuore, mandando tutto a puttane, nella migliore delle ipotesi.

Il sentimento figlio di un pompino fatto male e senza ingoio. Sputa la vita, strafottuta vacca da scrotomanzia!

E no, scordati di farcela. Scordatelo. Rinchiuditi in quel cesso che é la sede dei tuoi pensieri ed annega tutto in una fottuta nebbia, peggio di quella che avvolge Alpignano stanotte. In questa ultima notte in cui anche la persona a cui hai fatto più male, dice che sei troppo severo con te stesso, in questa ultima notte prima della prossima.

Io non uccido, io massacro … Mi vedi? Io ti osservo già da un pezzo … In un attimo posso cambiarti la vita … Nulla di personale, questo è il mio mondo e tu ci nuoti dentro ….

Venti giorni racchiusi in tre. Situazioni diverse, tu evoluta, io cambiato. Anche se cambiato non é la definizione corretta … Ma non saprei come definirmi altrimenti. De-evoluto. Chiuso in me stesso per colpa di una troia che ha distrutto molto di quello che ero. Ma forse non é stata solo colpa sua, ma anche di alcune precedenti situazioni. Di certo é solo il risultato. Il pessimo risultato. E la mia parte di responsabilità, del resto se tutto questo é successo, é perchè io l’ho permesso. L’ho lasciato accadere.

Fai qualcosa cazzo di stronzo! Non restare lì a guardare come un ebete a cui stanno stuprando la vita davanti agli occhi!

Bhà … Si. E’ ora di fare veramente qualcosa. E non riesco a capire cosa. L’uomo delle soluzioni ha esaurito le risposte. Ma non le domande …

Artemisia, per incanto o per delizia. Tu mi hai scusato, ma io non mi perdono. Non ancora. Du. Du hast. Du hast mich.