Oggi è uno di quei giorni in cui sto benissimo.
L’amore procede a gonfie vele, anche se a volte alcuni chiarimenti sono più dolorosi di altri. Ma si chiarisce, si evolve, e c’è sempre del sentimento profondo.
E si evolve anche la sessualità.
Per il Sacro Pelo del Lardoso Grisu, che buon sesso stanotte e stamattina.
Di quello liberatorio, coinvolgente, carnale e psicologico.
Amore a sei mani.
Sesso a sei mani.
Di quello che scatena, libera e rasserena. Di quello che ti fa stare bene.
Una compilation di scopate che nulla togliendo alle “solite”, mi ha dato una sferzata di nuova energia, voglia e desideri.
Insomma, negli ultimi quattro mesi ho fatto dell’ottimo sesso, ma quello delle ultime dodici ore, oltre ad avermelo fatto apprezzare ancora di più, mi ha ricordato quanto sia bello ed importante farne sempre di più, con sempre viva fantasia e viva presenza.
Equilibrando poi sesso, amore, carnalità e sentimenti, mi viene in mente solo un pensiero.
E sticazzi.
Cioè, no, davvero.
Sticazzi.
Ora posso rimettere al guinzaglio il mio ego, con la speranza che il sesso e l’amore con la Luta da oggi migliorino ancora di più di quello che normalmente stavano facendo.
Grazie, Vaporella.
Inutile.
Veramente, risulta inutile pianificare a lungo termine quando sei il Sem.
Tanto poi ti ribalti le scelte, per vivere meglio.
Una strana serie di coincidenze e di persone mi hanno portato ad oggi ad essere più felice. Ok, il lavoro da fare è ancora molto, e molto aspro, ma panta rei.
E per assurdo, la situazione che mi ha risvegliato completamente, senza alternative di sorta, e lo dico col senno del poi (notatelo dal mio lungo silenzio) è nato da una scopata mancata.
La vita è una merda, ma capita sempre qualcosa che la rende degna di esser vissuta.
Dormo di merda, vivo ancora peggio, tutto tace come scorre. Molti trovano fredda questa estate, io non trovo qualcosa che non bruci, che non mi cuocia lentamente.
E vai, con un’altra scena da girare, quella dei casini che mi impediscono di andare in ferie, di andare a trovare qualche persona che voglio rivedere, che mi impediscono di andare al bar a prendermi un cazzo di caffè. E via, con un’altra moka.
Oramai non mi alzo più dal letto nemmeno per rispondere al cellulare, mi alzo solo per scrivere qualche minchiata, andare in bagno, mangiare. E quelle volte che esco, la mia testa comunque vaga altrove, dove non dovrebbe più stare.
Ma un’altra scena bisogna girarla, un’altro ciak bisogna farlo.
Oramai anche gli occhi mi stanno abbandonando, non riesco a stare al monitor quanto dovrei. Figuriamoci quanto vorrei. Stavolta me li gioco. Sia lode all’ottimismo.
Ho smesso di tenere il portatile sul comodino, per lasciare spazio a più sigarette. Nemmeno l’alcol mi dona ancora quell’ovattato piacere da dolce vita. Figuriamoci il cibo.
Mi sono obbligato a comprare cibi pronti per evitare di nutrirmi solo di grissini ed affettati, in attesa che tutto questo si sblocchi, in attesa di un qualcosa che non posso (o non ho ancora capito di potere) smuovere.
In attesa, forse, solo di un’altro ciak.
Lunedì.
Non é il caso che mi ripeta, vero ?
Non c’é aspettativa, non c’é voglia, non c’é un sailcazzo di nulla.
Vorrei poter dire che tutto scorre, ma la stasi ha preso il sopravvento in questo frangente, permettendomi di dedicarmi alle risposte, od alla risposta.
Ho pieno il cervello di domande di cui vi assicuro nessuna delle risposte possibili mi ha mai portato una virgola di felicità; a parte una, LA domanda, l’unica della quale avrei voluto la risposta: è la ragazza giusta? E la risposta non è 42, è sì; indubbiamente, inevitabilmente, invariabilmente sì. E per una settimana nella mia triste ed effimera esistenza mi ha reso felice. (Arthur Dent)
La doverosa citazione di Douglas Adams forse rende meglio l’idea. Ma non si tratta di contestualizzare un pensiero, ma di generalizzare un’idea. L’idea che alla fine dei conti ognuno di noi ha in testa ogni sette secondi. Perchè alla fine troppe cose si muovono intorno a quel momento, quella ricerca, quella … caccia. Tutto il resto, é il piacevole contorno, il piacevole risultato. O forse, il necessario.
E quindi, la risposta é indubbiamente, inevitabilmente, invariabilmente sì.
La vita é fatta di momenti, che si rincorrono. Ma questo l’ho già detto.
Un momento per odiare e per dissociarsi, ed il relativo contrappasso.
Un momento per disconoscersi e riconoscersi, ed il relativo prezzo da pagare.
Un momento per decidere di rimettersi in gioco, tanto và la gatta al lardo che ci lascia lo zampone. Od era lo zampino ?
Nei momenti buoni abbiamo un sacco di amici, ma non ne trovi uno con un ombrello quando serve. Per fortuna sono a casa a mettere in fresco le birre ed in caldo la sbobba.
Nei momenti di merda abbiamo gli amici, ma non li vedi mai quando tutto é nel verso giusto. Per fortuna stanno spianando la strada per fare qualcosa, in cui puoi esserci se vuoi.
Nei momenti di stasi, tutto scorre, come un gelato che si scioglie al sole ricordandoti che il momento oramai é passato. Cazzi tuoi Zio, cazzi tuoi …
Devo smetterla di pucciare le dita nella marmellata e solo dopo nello zucchero …
Del resto, chi sono oggi ?
Non ho la più pallida idea di chi sono, e nemmeno immagino chi sei. Non ho la più pallida idea di chi ho dimenticato di essere, ma ho solo una piccola certezza.
Oggi sono io. Ed ho voglia di te.
Appena ritornato da un mese di roadshow e con la valigia già pronta per Berlino.
Ma qualcosa di anomale é cambiato, inaspettatamente come al solito. Già, la ciclicità degli eventi, puttana pure lei.
Ok, sicuramente é un film visto troppe volte, ma mi piace sorridere, camminare mano nella mano, essere abbracciato, e scambiarmi coccole, senza secondi fini.
E tutto così é stato, senza secondi fini.
Ma perchè ora non esce più dalla mia testa ?
Un ingranaggio incastrato, questo era diventato il mio cuore, ora non lo é più. E questo é male. E questo fà male.
Fà male il dubbio, l’incertezza e l’imbarazzo. No, l’imbarazzo veramente no. Non c’é stato.
Hai sbloccato quello che era fermo e stava appassendo. Ora, non mi tocca che aspettare un domani … Ma nel frattempo la vita và avanti, un’altra trasferta mi aspetta, e tanti altri lavori che devo fare … Ma il mio cuore, questa presunta sede dei sentimenti, é rimasta lì a Palermo con te, Federica.
E vai, con le pippe mentali del momento in cui si volta pagina. Dovrei smetterla e bere come se non ci fosse un domani. Già. Soffocare, reprimere. Smetterla. Non fà per me. Vorrei solo essere una macchina da lavoro, non me la sento di lasciarmi andare al desiderio più puro, quello che non ha bisogno di molto per essere alimentato.
Ma anche tutto questo, forse, é solo l’ennesima pippa mentale. Ora si và a bere. Troppe volte la verità é nel fondo di un bicchiere.
Ho sempre uno strano rapporto coi miei sogni. E sempre sono correlati.
Da quando mi sono alzato, anche nei momenti di picco di lavoro, ho pensato alla Fata che ho avuto la fortuna di incontrare.
Che sogno di merda che ho fatto. Uno di quei sogni che vorresti far annegare nell’alcol con violenza inaudita. tanto inaudita quanto mirata.
Un sogno che mi fa’ venire le lacrime agli occhi, giusto perchè sono Sem, e non posso fare quello che una parte di me desidera ardentemente. Cristonare per i limiti che ci si é imposti non é per niente male.
Ho sognato quella che una volta è stata la mia Fatina. Ho sognato di portarla via e di renderla felice. Dimenticandomi che é già felice. Sono io a non esserlo ed a non volerlo essere.
E’ un articolo che non mi interessa più. Troppo effimero quanto volubile.
Vorrei mettere un video, ma oggi no.
Oggi, no.
Oggi ho scoperto che tutte le ragazze che hanno perso la loro verginità con me, o sono incinte, od hanno già prolificato.
Oggi é un giorno cosi’. Oggi, no.
Ridatemi la mia tequila. Quella di Corso Allamano.
Oppure datemi Москва́. Puttana com’è, potrebbe essere l’amore della mia vita.
E’ finito il tempo delle speranze, é tempo di pragmatizzare.
E’ finito il tempo di sognare, é tempo di concludere.
Tempi aperti, zone morte, non fanno per me.
Ennesima ripromessa, che a nulla porterà !
Meglio venti euro che un fallimento.
Per il resto, mi spiace, ma non ho più voglia di tentare.
Tanto il fallimento sentimentale fa parte del mio carattere.
Mi mancano un sacco di cose.
Mi mancano le cassette dei Rats, dei Timoria e quelle del Liga.
Mi mancano le notti in piazza e quelle al castello.
Mi mancano le conquiste, le vittorie e le perdite.
Mi manca scrivere, leggere e la carta.
Mi manca la bicicletta ed il walkman che funzionava a cazzotti.
Mi manca Skizzetta, virus_one e QNX.
E tutti questi vuoti, non si colmano. I giorni passano solo per farti rendere conto che sei sempre solo più un masso erratico.
E la maggior parte dei tuoi problemi, li risolvi con venti euro.